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17/01/2016, 03:23

Bcquer, musica, poesia, Rima VII, Rimas, ispirazione, genio, talento



Rima-VII-di-G.-A.-Bécquer


 A volte, il genio ed il talento giacciono assopiti, attendendo solo di essere ridestati.



Del salón en el ángulo oscuro,                       Dal salone, nell’angolo oscuro,
de su dueña tal vez olvidada,                         forse dimenticata dalla sua padrona,
silenciosa y cubierta de polvo,                       silenziosa e ricoperta di polvere,
veíase el arpa                                                    si scorgeva l’arpa
                                                   
¡Cuánta nota dormía en sus cuerdas,            Quante note dormivano nelle sue corde,
como el pájaro duerme en las ramas,            come dorme l’uccello tra i rami,
esperando la mano de nieve                          attendendo la mano di neve
que sepa arrancarlas!                                      che sappia strapparli!

¡Ay!, pensé; ¡cuántas veces el genio           Ahimè, pensai; quante volte il Genio
 así duerme en el fondo del alma,                giace così in fondo all’anima
y una voz como Lázaro espera                    ed aspetta una voce che, come a Lazzaro,
que le diga "Levántate y anda"!                   gli dica "Alzati e cammina".
16/01/2016, 21:24

Musica, Istruzione, Psicologia, Chitarra, Tablet, Informazione, Suonare, Apprendere, Capacit psico-cognitive



Per-stimolare-l’intelligenza-dei-vostri-figli,-via-il-tablet-e-date-loro-una-chitarra!


 Le lezioni di musica stimolano l’intelligenza dei bambini. Sebbene la tecnologia permetta loro di sviluppare alcune qualità, non incide profondamente sul quoziente intellettivo.



Le lezioni di musica stimolano l’intelligenza dei bambini.

Sebbene la tecnologia permetta loro di sviluppare alcune qualità, non incide profondamente sul quoziente intellettivo.


Il 50% dell’intelligenza dei vostri figli dipende dai geni, secondo uno studio pubblicato nella rivista Psiquiatrìa Molecular. Il resto dipende dal contatto con l’ambiente esterno durante l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.


Qual è, dunque, il ruolo del genitore in tutto questo? "Senza i genitori non si può sviluppare il potenziale intellettuale del bambino", assicura Álvaro Bilbao, dottore in Psicologia, neuropsicologo ed autore del libro "Il cervello del bambino spiegato ai genitori". 
La chiave del potenziale sviluppo del cervello del bambino risiede nella relazione con i suoi genitori. Nonostante la genetica rivesta un ruolo importante, senza la loro presenza, questa avrebbe ben poca importanza.È come un bambino che può arrivare ad essere alto 1,90 m, però non vi arriverà se i suoi genitori non lo alimentano a dovere".
Alla sua nascita, un neonato ha già i ben 86 miliardi di neuroni che avrà in età adulta. A differenziare i due periodi sono i trilioni di connessioni tra neuroni nel soggetto adulto.  Ogni nuovo apprendimento costituisce una nuova connessione, come spiega Bilbao nel suo lavoro.I primi sei anni di vita sono molto importanti, perché a partire da questa età il bambino inizia a perdere parte di queste connessioni, praticamente quelle meno utilizzate.
Ora che sappiamo che la chiave per lo sviluppo dell’intelligenza dei bambini è nelle mani dei genitori, cosa possiamo fare?
La risposta del neuropsicologo è semplice ed allo stesso tempo complessa, però potrebbe essere riassunta in pochi punti:amarli, prendersi cura di loro e condividere la vita con loro, rafforzando condotte positive, appoggiandoli, giocando(anche a terra se necessario), socializzando, lasciando che sbaglino, discutendo di ogni problema. 
A condividere questa opinione sono anche altri esperti, come Maximino Fernández Pérez, pediatra del centro medico di La Felguera (Asturias), psicologo e direttore del reparto di Psichiatria Infantile della Società Spagnola di Pediatria (AEPED). "Il bambino deve prendere coscienza della presenza dei genitori, con tutto il loro amore e la loro preoccupazione.", afferma, ed, inoltre, ricorda l’importanza dell’apprendimento per imitazione. "Noi genitori siamo un modello per i nostri figli". Se si vieta di guardare la televisione durante la cena, non si dovrebbe neanche guardare il telegiornale. 
Esistono tante valide alternative nella vita di tutti i giorni per stimolare lo sviluppo cerebrale dei più piccoli. Occorre solo distinguere quali siano quelle davvero efficaci. 
Andiamo a vederle.

Indirizzarlo verso attività artistiche: meglio la musica del teatro


Alcune ricerche hanno dimostrato la relazione tra lo sviluppo cognitivo e l’apprendimento della musica (non è sufficiente il mero ascolto). 
Uno studio dell’Università di Toronto, pubblicato nella rivista Psychological Science, ha messo a confronto quattro gruppi di bambini di sei anni. Durante il corso di un anno, un gruppo ha studiato pianoforte, un altro canto, un altro ancora arte drammatica ed infine, l’ultimo gruppo, non ha ricevuto alcun tipo di lezione, a parte le regolari ore di scuola. 
Tutti sono stati sottoposti a test di intelligenza prima e dopo l’anno sperimentale. 
È stato riscontato un miglioramento del quoziente intellettivo nei due gruppi che hanno ricevuto lezioni di musica.
Nel caso del gruppo che ha studiato arte drammatica, si è rilevato un miglioramento nella condotta e nell’integrazione sociale, però non nello sviluppo cognitivo.
I progressi del gruppo che non ha ricevuto lezioni sono stati minimi. 

DVD con immagini e musica per i bambini al di sotto dei due anni: non ne vale la pena

Se a casa vostra vi è stato un bambino negli ultimi 10 o 12 anni, avrete sicuramente sentito parlare dei  DVD musicali, con immagini semplici, disegni, pupazzi o bambini, che scorrono al ritmo di brani di Mozart o Beethoven.
Messi in commercio a scopo educativo, è stato scoperto, in un secondo momento, che i bambini, dopo averli visti, non sembravano più intelligenti e ciò è stato dimostrato anche da vari studi. La compagnia (Disney) finì per offrirsi di rimborsarne l’acquisto. Di fatto, l’Accademia Americana di Pediatria consiglia di non far vedere la televisione ai bambini al di sotto dei due anni.

Programmi di intrattenimento cerebrale: per la memoria a breve termine


Negli ultimi anni hanno proliferato scuole, programmi, giochi elettronici e perfino app per smartphone con l’obiettivo di allenare e stimolare lo sviluppo cerebrale. Senza base scientifica alcuna.
Un gruppo di bambini tra i sette ed i nove anni di età ha preso parte ad uno studio dell’Università di Cambridge. I bambini hanno ricevuto 25 sessioni di allenamento della memoria a breve termine ed hanno dimostrato che, nonostante alcuni miglioramenti in questo ambito, non accadeva lo stesso per altre abilità più complesse come la matematica, la lettura o la scrittura. "Se il bambino conoscerà tante nozioni, ma non permettiamo lui di sviluppare capacità proprie, non lo renderemo più intelligente, ma solo più saccente. Forse sembrerà che grazie a questi programmi il bambino faccia passi avanti rispetto ai suoi compagni in determinate aree, però, prima o poi, i compagni lo raggiungeranno ed allora avrà perso altre capacità, che hanno a che vedere col gioco libero e lo sviluppo della creatività. Lo sviluppo cerebrale non è un processo che possa essere accelerato senza perdere le sue proprietà", avverte Bilbao.

Dispositivi tecnologici: solo a partire dai 3 anni


"Che bimbo intelligente! Così piccolo e guarda come maneggia il cellulare ed il tablet!". Si tratta di una frase sentita spesso pronunciare da zii e nonni. Però, uno studio dell’Università di Boston pubblicato nella rivista Pediatrics, sostiene che l’uso frequente di questi dispositivi da parte di bambini tra gli uno ed i tre anni può avere conseguenze non solo sul cervello, ma anche sullo sviluppo sociale ed emozionale. Il cervello dei più piccoli non è in grado di gestire i troppo rapidi ed intensi stimoli generati da tablet e smartphone. "La tecnologia non va mai a migliorare le capacità intellettive di base. Può rappresentare un complemento e migliorare alcune qualità, ma non migliorerà mai le abilità di fondo", precisa Fernández Pérez.

Guardare film in inglese: la strada verso il bilinguismo


Film o cartoni animati. Qualche minuto ogni giorno. Con l’appoggio di un professore madrelingua a scuola o nel doposcuola. "Ciò è più efficace di una scuola bilingue senza professori madrelingua.", assicura Bilbao. Secondo lo Studio Europeo di Competenza Linguistica, gli italiani non capiscono l’inglese perché hanno sempre guardato programmi in televisione doppiati in italiano, mentre inveceascoltare e guardare prodotti audiovisivi in versione originale migliora del 21% i risultati degli studenti in comprensione orale. 

Lettura notturna: sempre in due


Il racconto notturno non può essere una lettura rapida per far subito addormentare il bambino e non si dovrebbe permettere che il ruolo del bambino si limiti ad osservare i disegni. Secondo uno studio realizzato in Canada, ciò che veramente migliora le sue abilità e le strategie di apprendimento è condividere la lettura: una pagina ognuno.




Articolo tradotto da:


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